4. La strategia

Percezioni

In attesa di decidere mi prendo un po’ di tempo. Non rivedrò Emily per diversi giorni, non c’è nessuna fretta. Meglio pensarci con calma.

In realtà ci penso continuamente, i buoni propositi di stare calmo sembrano veramente, solo, dei “buoni propositi”…

Passo la mia solita giornata al lavoro, una veloce cena e mi metto a riposare. Prima di addormentarmi la penso. Cerco di mandarle dei messaggi telepatici dicendole che la amo e che non può non ricambiare il mio amore. Per quanto possa sembrare strano ho l’impressione di ricevere delle risposte. Non si tratta di parole ma di idee, concetti allo stato puro. Mi chiedo se veramente sono in contatto telepatico con Emily, la cosa è incredibile. Nonostante tutto decido di crederci. Emily desidera declinare il mio invito, ma lo sta facendo in modo molto delicato e gentile. Presta grande attenzione a non ferirmi. Sembra che lei abbia sempre saputo tutto, sin dal primo sguardo, dalla prima volta che l’ho vista. Come se avesse “sentito” la mia attenzione. Mi sta “dicendo” che lei ha una vita molto piena, intensa, che in questo momento non riesce a prendere altri impegni, che io sono una persona di valore, che se mi guardo intorno scoprirò tante occasioni. Mi comunica che mi stima, che in questo momento per questioni sue non se la sente, ma che io non devo sentirmi sminuito per questo.

Scivolo nel sonno fra questi pensieri.

Il mattino dopo ripenso all’accaduto. Mi sembra davvero di aver comunicato con Emily ma non sono sicuro al cento per cento che sia così. Decido di tenere le informazioni ricevute con un punto interrogativo, deciderò poi se crederci sino in fondo.

La sera successiva riprovo. Le chiedo di starmi vicino, ho bisogno un po’ di affetto. Da lei percepisco una grande tranquillità, calma.

Mi sembra di invadere la sua privacy e decido di essere più discreto. Nel frattempo mi sono fatto l’idea che siamo straordinariamente simili, abbiamo le stesse paure, pregi, difetti, aspirazioni. Tengo il tutto in un cassetto mentale e mi concentro finalmente sulle prossime azioni da fare.

Mi consulto con il mio amico Aldo, gli parlo di tutta la situazione e chiedo un parere, nonché un suggerimento sul da farsi. Aldo mi suggerisce la tecnica della “doccia scozzese”. Si tratta di farsi avanti e sparire, farsi avanti e mostrare indifferenza, continuando in maniera alternata. È una tecnica che di solito usano le donne (anche involontariamente) ed è tremendamente efficace! L’idea mi piace, credo sia l’unica che potrebbe funzionare. Decido di provare. Gli dico che non sarò in grado di attuarla da solo e Aldo si offre di seguirmi e guidarmi. È un vero amico, gli sono profondamente grato.

Ora che la decisione è presa bisogna attuarla! Cioè devo riuscire a incontrare Emily. Non sarà facile. Come fare?


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Questa è dedicata a Emily, ascoltandola ho pianto…

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