11. L’uovo di Colombo

Idea geniale?

Caro Amico,
in Africa mentre mi innamoravo della natura, dei tramonti, dei colori, a poco a poco, mi sentivo sempre più sereno e sicuro di me.

Dopo aver visto Emily in foto ho ricominciato a pensarla. Non è che la cosa mi turbasse o mi togliesse serenità, semplicemente pensavo a lei. Più ritrovavo me stesso e più lei sembrava far parte di me… Era una sensazione potente, mi dava l’entusiasmo di un ragazzino e l’energia per vivere serenamente.

In questo magico periodo Emily mi ha involontariamente fatto un regalo.
Le mie giornate, i miei pensieri, i miei discorsi, erano così pieni di lei! Una sera mentre prendevo il fresco in veranda, sorseggiavo un drink e pensavo, guarda caso, a lei. Non potevo corteggiarla, l’antico cavaliere in me non sarebbe stato d’accordo. Ma avevo la certezza che sarebbe arrivato il momento. A quel punto serviva un piano d’azione. Come fare breccia nel suo cuore? Avevo già escogitato di tutto senza trovare buone soluzioni. Parlarci, essere divertente, trovare interessi comuni, essere un po’ adulatore e simpatico, darle affetto. Tutto molto buono, ma questo mi avrebbe portato solo a una bella amicizia. Perché lei desiderasse essere la mia donna ci voleva di più.
Cosa? Ecco l’idea, è l’uovo di Colombo, bastava pensarci.
Ogni donna ha un uomo ideale, l’uomo dei sogni, quello che ha sempre desiderato incontrare. Io dovevo solo “essere quell’uomo”. Lei non avrebbe rifiutato. Non sarebbe stato neppure difficile, pensando a quanti cambiamenti ho affrontato nella mia vita. Non si sarebbe trattato di fingere o annullare me stesso, solo di indossare una nuova personalità per piacere alla donna che amavo.
Se tutto ciò fosse stato sgradevole o inaccettabile, quella non era la donna giusta; questo è stato il suggerimento di un’amica. Acciderbolina, non ringrazierò mai abbastanza quest’amica. Ma per Emily lo avrei fatto senza esitare.
Il piano era: fare amicizia, scoprire a poco a poco il suo uomo ideale, attendere che lei fosse libera e infine proporsi più o meno così: “Sarò l’uomo che hai sempre sognato, farò palestra, dieta, ti porterò la colazione a letto, mi vestirò come ti piace e qualunque altra cosa desideri”. Sembrava tutto così semplice. Questo accadeva quando ancora ero in Africa, a quel tempo era studiato per Emily.

Nelle ultime settimane, qui in Italia, ho cercato di affiancare un po di ragione al sentimento, di essere più razionale. Ho cercato di capire per quale motivo ho perso la testa per Emily in questo modo. Al cuore non si comanda d’accordo, ma ci devono pur essere delle ragioni. Lei assomiglia, caratterialmente, a donne delle quali mi sono innamorato in passato. Questa può essere una causa. E’ bellissima, altra causa. Il suo entusiasmo mi mette totalmente a mio agio, tanto che potrei parlarle di qualsiasi cosa, anche delle più intime, senza problemi. Questa è una sua capacità. Lei è la mia musa ispiratrice, è come se fosse circondata da un’energia positiva, la sua sola presenza mi fa sentire un uomo migliore. La prima volta che l’ho vista, solo per averla vista, mi sono sentito turbato. E’ difficile pensare di fare a meno di lei.
Razionalizzando la cosa sto focalizzando un punto che sembra il fulcro di tutto. Quanto è stabile e solida la sua relazione? Non ho nessuna reale informazione a riguardo. Fino a poco fa immaginavo che fosse una relazione di quelle che durano per un po e poi ci si lascia. In questo caso era lecito sperare e aspettare. Ma devo prendere atto che sono insieme da parecchio, sembra un vero fidanzamento. Inoltre le mie percezioni, i presentimenti per chi ci crede, mi dicono che sono entrambi molto determinati nel far continuare bene la loro relazione. Potrebbero stare insieme per sempre. In questo caso dovrei, e potrei, farmene una ragione e rinunciare.
Il tutto sembra girare intorno a questo fatto. Mi ripropongo di avere più dati a riguardo.

La sola idea di rinunciare a Emily mi fa stare malissimo. Devo però dire che in terra africana ho conosciuto almeno due donne eccezionali, un’italiana e una tedesca, entrambe sposate e quindi proibite 😀 ma è un segno positivo, sto incominciando a vedere le altre donne.
Venendo al presente, a Milano ho incontrato un’amica di vecchia data, abbiamo un po’ chiacchierato e mi sono reso conto di come, anche lei, sia straordinaria (e straordinariamente sposata!).

Poi è arrivata Anna di cui ti ho parlato. Devo ancora conoscerla bene. Sono attualmente in isolamento per contatto con un positivo al Covid e ho rimandato l’appuntamento…
Deciderò se usare questa tecnica :-).

Amico mio, spero tu non mi giudichi arrogante o presuntuoso o ridicolo per quanto raccontato. La mia sembra solo un’ottima idea e ho pensato di condividerla nella speranza ti sia utile.

Ti lascio con un magnifico brano dedicato ad Anna e alla situazione con lei.


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10. Una nuova speranza!!

ANNA

Ho deciso di vivere pericolosamente e quando c’è da buttarsi mi butto.
Ho invitato a cena Anna.
Una cena a due, è chiaro che non si tratta di un incontro fra amici.
Lei ha accettato.

Non so cosa succederà. Uscire con lei quando ancora non ho dimenticato l’altra è pericoloso. Alcuni dicono chiodo scaccia chiodo. Potrebbe anche essere l’inizio di un gran pasticcio. Vivere la vita spericolata è anche questo. Qualunque guaio succeda lo risolverò. 😀 😀

Il piano è questo: conoscerla, capire fino a che punto è straordinaria (promette bene), regolarmi al momento su come concludere la serata.

Ti lascio con due brani, comunque profetici.


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9. Una nuova speranza (??)

Il disastro

Caro Amico,
una settimana fa ho conosciuto Anna.
Un comune amico mi ha parlato di lei, mi detto che è single e mi ha indicato dove incontrarla. Anna è indubbiamente bella, giovane e piacente. Lei è la nuova speranza. Non le ho parlato molto, solo due parole. Non sono in grado di dare un giudizio che vada oltre l’aspetto estetico. E poi… Perchè una come lei dovrebbe interessarsi a me?

Il disastro è che mi sento uno straccio. Da giorni ho un presentimento. Sento che con Emily non c’è più nessuna speranza…
Sono a pezzi. Praticamente un uomo finito. Un desperado.
Ieri sera per sdrammatizzare ho pensato a una lista (scherzosa) di soluzioni, appunto, disperate:

  1. Andare a Casablanca e cambiare sesso
  2. Diventare l’amante di un’amica (sposata)
  3. Iniziare a frequentare le case chiuse
  4. Arruolarmi nella legione straniera
  5. Attaccarmi alla bottiglia per dimenticare
  6. Cercare una donna più eccezionale di lei che sia anche libera
  7. Entrare, come monaco, in un monastero tibetano
  8. (di questa ne parlo più avanti)

La lista è chiaramente scherzosa, serve a tirare su il morale, ma alla bottiglia e all’amica ho davvero fatto un pensierino. Ho dovuto usare tutta la mia forza di volontà per non andare in birreria. In quanto all’amica, penso che lascerò perdere, è sposata…
La situazione non è seria, ma è disperata. La sera rincaso e vado direttamente a letto, non ho neanche la forza di preparare la cena. Non riesco più a immaginare una donna che dorme accanto a me. Al mattino mi alzo con le occhiaie. Sono alla fine della pista. Solo qualcosa di eccezionale può darmi la forza di ricominciare.

Questa sera ho provato a tirarmi su, mi sono detto che un uomo senza speranza è un uomo morto e ho deciso di ricominciare a sperare, almeno un poco. La speranza non farà male a nessuno… Chissà fra un anno, dieci anni o tre vite qualcosa potrebbe cambiare.
Tornerò in Africa e potrei conoscere altre donne straordinarie. Può succedere di tutto.

Ti lascio con un brano profetico The End (La fine).
(non preoccuparti, mi passa presto)


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8. Africa

Un angolo di Paradiso

Caro Amico,
oggi ti racconto del mio viaggio in Africa.
Sono stato in Sudafrica, sulle colline di Johannesburg, circa 1500 metri sul mare.

Da quelle parti gli inverni hanno notti fredde, che sfiorano lo zero, giornate tiepide e soleggiate, precipitazioni assenti. Si apprezzano i tramonti e l’azzurro del cielo quasi sempre limpido. Poi arriva la primavera e si fa perdonare tutto il freddo dell’inverno. Le giornate diventano calde, le notti tiepide, c’è la stagione delle piogge che inumidisce il terreno e permette alla natura di rinascere. Le campagne si riempiono di colori, alberi e cespugli fioriti formano uno scenario da lasciare senza fiato. Cespugli rossi, Jacarande viola, fiori gialli, gelsi carichi di more rosse e nere, più o meno dolci. Uccellini gialli, neri con ali dai riflessi blu; i Crane, uccelli tipici di queste terre, non sono bellissimi e sono decisamente rumorosi ma anche pittoreschi e caratteristici del luogo. Il cielo è di un blu intenso con nuvole che sembrano batuffoli di ovatta, si ha l’impressione di allungare la mano e poterle toccare. I tramonti non smetteresti mai di guardarli, io avevo trovato un posto ideale con visuale completamente libera, stavo parecchi minuti a osservare, notevole la velocità con cui luce e colori cambiano!
Come non raccontare delle escursioni in cui ho visto bisonti, zebre, leopardi e leoni.
In primavera l’altopiano di Johannesburg è un angolo di paradiso, come non innamorarsene? In questa stagione ho cominciato a sentire il mal d’Africa, all’inizio cercavo di resistere, poi mi sono lasciato andare. I più esperti mi hanno detto che una volta preso dura tutta la vita. Il vantaggio è che non servono medicine 🙂

La gente è estroversa, simpatica, solare. Quando in strada si incontra uno sconosciuto è normale salutarlo dicendo “Ciao come va?”. Lui risponde “Ciao, bene e tu?”. Al che gli si dice “Bene anche a me, grazie” e se si vuole si comincia a parlare del tempo, dei fiori o di qualsiasi altra cosa. Fra uomini anche di donne. Si ha la sensazione di non sentirsi mai soli.

Il Sudafrica è un paese dalle mille contraddizioni. La differenza fra benestanti e poveri è fortissima. Ci sono aree recintate, con polizia privata, dove si trovano i “lodge”, cioè ampi appezzamenti di terreno con casa patronale, dependance per i custodi, giardini, piscina, vialetti e un sacco di spazio verde. Ci sono maneggi e gente che va a cavallo. Ma basta qualche minuto di macchina per trovare le bidonville. Quartieri di baracche e case fatiscenti, sporcizia, strade piene di vetri rotti, donne che aspettano pazientemente l’autobus, gruppi di giovani che ti guardano sospettosi. Se guidi di notte, quando arrivi in queste zone è meglio non fermarsi ai semafori rossi, è una delle prime cose che mi hanno insegnato. Tale situazione alimenta, purtroppo, la criminalità. Gente simpatica, amichevole e criminalità diffusa, sono uno dei volti di queste terre. In città puoi trovare bei quartieri signorili e quartieri tipo bronx con prostituzione, teppismo e locali a luci rosse.
Uscendo dalle città e imboccando le strade di grande comunicazione a quattro o cinque corsie, sembra di essere a Los Angeles (detto da chi c’è stato), ma appena ti avventuri sulle vie secondarie trovi molte strade sterrate. Il Sudafrica è ricco di risorse naturali, miniere d’oro e di diamanti, ma non produce abbastanza elettricità da soddisfare il fabbisogno, in estate e in inverno (con condizionatori e stufette) programmano dei blackout a scacchiera. Non è raro trovarsi al buio.
Con tutto questo il Sudafrica è e rimane un paese meraviglioso, un paese libero, questa è una delle cose che più mi sono piaciute, molto più libero dell’Italia. Non c’è tanta burocrazia a soffocare qualunque attività. Chi ha spirito d’iniziativa, coraggio, intelligenza, può avere successo.

Un racconto a se stante è lo spasso che provavo nel guidare la vecchia Mazda presa a noleggio. Avevo il volante a destra, il cambio a sinistra e dovevo tenere la sinistra con tutte le manovre, svolte e rotonde, al contrario. Gli incroci te li raccomando, a volte con i semafori spenti erano una specie di roulette; la precedenza non ce l’ha chi viene da destra ma chi è più vicino all’incrocio… La Mazda comunque aveva un bel cambio, preciso negli innesti e un motore piacevolissimo con un sacco di tiro ai bassi regimi, le salite le faceva tranquillamente in quarta. Qualche volta mi divertivo anche a sgommare ai semafori 🙂 La mia abilità di tecnico è stata preziosa per farla partire e camminare, io e lei ci capivamo davvero bene. Accendendola al mattino a volte una valvola si bloccava, allora aspettavo che la sede si lubrificasse per bene, che il funzionamento tornasse fluido e solo allora partivo. La sera, se ero in anticipo, facevo un giro più lungo per il solo piacere di guidare. A volte scendevo fino a Johannesburg.

Ho alloggiato in case con magnifici giardini e piscine, i famosi lodge. Ho conosciuto tante persone brave e simpatiche, fatto nuove amicizie, migliorato il mio inglese, maturato una sensazione di pace interiore e continuato un percorso spirituale che mi porterà lontano.
Per chiudere, come non parlare di loro, ho conosciuto donne straordinarie. Due potevano reggere il confronto con Emily. Entrambe già sposate…

Sono tornato da poco ma il mal d’Africa già si fa sentire. Credo che tornerò presto…


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7. Dopo tanto tempo…

Cos’è successo?

Caro Amico,
eccomi tornato.
È passato molto tempo, quasi due anni dall’ultimo aggiornamento.
Cos’è successo?
Perché questa lunga pausa?

All’epoca degli ultimi post ero riuscito a incontrare Emily e a parlarle più di una volta. Fra noi non c’è stato assolutamente nulla, lei mi ha subito detto di essere impegnata con un altro uomo. Il colpo è stato durissimo perché pensavo fosse libera. Nel conoscerla ho scoperto una donna straordinaria oltre che, ovviamente, bellissima. Decidere il da farsi non è stato facile… Volevo lasciar perdere, poi di insistere, poi di lasciar perdere, poi di insistere. Non so quante volte ho cambiato idea.

Mentre ero in questo periodo contrastato lei è partita per un lungo viaggio, io ho continuato la mia solita vita e ci siamo persi di vista. Ognuno ha seguito la sua strada e non ci siamo più sentiti per mesi, nessuna chiamata, nessun messaggio, nessuna notizia. Ogni volta che aprivo questo blog lo richiudevo subito, il ricordo era troppo forte per riuscire a scrivere. Nonostante tutto non ho mai smesso di pensarla, un ricordo piacevole e pulito.

Negli ultimi mesi ho fatto un lungo viaggio in Africa. Sono stato magnificamente bene, l’ambiente, quei luoghi meravigliosi e la natura mi hanno fatto ritrovare una parte di me che sembrava perduta…

A questo punto ero sereno e stavo bene quando, per caso, ho visto una sua foto in chat. È stato un tuffo al cuore, l’antica passione si è risvegliata. Ho passato giorni a interrogarmi sul da farsi, ho chiesto consiglio ad amici e amiche.
Alla fine mi sono detto: “Con Emily siamo solo amici”.
Dopo tutta l’energia, il tempo, l’intenzione, i pensieri, le idee dedicati al corteggiamento di Emily mi sembrava impossibile troncare tutto così. Al riguardo ho provato una sensazione di serenità e forza interiore che mi incoraggiava, ma avevo anche la sensazione di un retropensiero. Come se ancora non mi fossi arreso.
Questo è il momento in cui ho ripreso a scrivere sul blog.

A lei riconosco di essere stata leale fin dal primo momento. Le responsabilità, se ce ne sono, me le assumo in prima persona.

Ok, un’epoca della mia vita è chiusa. Che fare ora? Fra le donne che conosco nessuna sembra reggere il confronto con Emily. Ma aspettiamo e pensiamoci bene.

Ti terrò aggiornato.


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6. Il viaggio di ritorno

Io e Anakin

La strada di ritorno dall’Ungheria è lunga e monotona, un nastro d’asfalto diritto, devo solo seguire la linea bianca. Sto pensando all’idea di buttarmi in qualsiasi pazzia per Emily. Questa è una strategia avventurosa, emozionante, efficace e anche un po’ pericolosa. Di sicuro è emozionante, fare qualcosa di estremo o comunque mai fatto suscita una rosa notevole di emozioni, entusiasmo, interesse, azione; per non parlare della sensazione di vincere le paure e di sentirsi incredibilmente vivo. È anche efficace, una tale determinazione porta quasi sempre a un risultato positivo. E i pericoli? Ci sono anche quelli. Non farò nulla di illecito, questo è fuori discussione, ma andrò molto vicino al limite del morale/immorale o etico/non etico. Il gioco richiede di essere al limite e andare oltre sarà maledettamente facile. Non che la cosa mi spaventi, ma merita attenzione.

Creo uno scenario immaginario per mettermi alla prova. In questa realtà fantastica scopro che Emily è sentimentalmente impegnata in una relazione. Riesco a conoscerla meglio, esco con lei a cena, le faccio la corte e riesco a fare breccia in lei. La accompagno a casa, insisto un po’ e alla fine lei mi invita ad assaggiare i suoi dolci. Per un goloso come me i dolci sarebbero già un motivo sufficiente, ma il messaggio sottotraccia è molto chiaro. A questo punto viene la domanda: cosa faccio? Risposta: salgo senza esitazione e al diavolo l’etica. Sono troppo fulminato per dire di no. Lo scenario è chiaramente inventato ma la decisione finale è terribilmente concreta.

Mi viene naturale un’associazione di idee fra la mia linea di condotta e quella di Anakin Skywalker, un protagonista di Star Wars.

Anakin all’inizio è un personaggio chiave schierato con i “buoni”, i suoi punti deboli sono le sue paure e il fatto di non riuscire a trattenersi da qualche fuori etica.

Quando viene assegnato come guardia del corpo alla bellissima Regina Padmé, si innamora perdutamente di lei e inizia una relazione, nonostante il suo codice morale gli vieti qualunque attaccamento sentimentale. Ecco un suo fuori etica, così simile al mio immaginario…

Padmé e Anakin si sposano con una cerimonia segreta. Fuori etica e segreti, un cocktail micidiale!

Anakin inizia ad avere dei sogni premonitori sulla morte della sua amata Padmé e non si dà pace, non la vuole perdere, è pronto a tutto per salvarla (come me con Emily). Confessa tutto al maestro Yoda che comprende la situazione e consiglia ad Anakin di abituarsi all’idea del distacco, è il solo modo per mantenersi sulla retta via. Ma lui è troppo innamorato per concepire l’idea del distacco.

Anakin, ormai disposto a tutto, indebolito dai suoi fuori etica nascosti e dalle sue paure, tradisce e passa con i “cattivi”. Commette crimini orrendi credendo di poter salvare Padmé ma lei muore comunque e lui è condannato a una vita di crudele infelicità.

Guardando il parallelismo fra me e Anakin all’inizio della storia, il finale è da far tremare i polsi…

Scaccio i cattivi pensieri, il piano di Aldo è interessante ma va completato, valuto le possibilità a mia disposizione: 1)attendo informazioni da Aldo, potrebbero aiutarmi ma chissà quando e se arriveranno, io ho fretta. 2)Lascio perdere Emily, scartata a priori. 3)Tento una mossa a effetto, questo è un “faccio di tutto al buio” una specie di roulette. 4)Raccolgo pazientemente informazioni sul suo carattere e i suoi interessi chiedendo ad amici, poi elaboro cosa potrebbe colpire la sua fantasia (soldi, potere, perseveranza, forza d’animo, romanticismo, notorietà) e faccio leva sulla cosa per invitarla a cena.

I primi tre hanno probabilità di successo quasi nulle. Il quarto sarebbe da valutare con attenzione. Conoscendomi non avrò pazienza di raccogliere molte informazioni, lo scenario più realistico è un mix di terzo e quarto. L’idea mi piace. Sono carico!

Intanto mi riprometto di seguire il consiglio di Yoda e abituarmi all’idea del distacco da Emily. Se lei nel frattempo si sarà impegnata con un uomo dovrò farlo. Ma anch’io come Anakin non ci riesco, Emily è troppo importante per rinunciare.

Sono su una brutta strada?

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5. Le prime parole

Pazzie per una donna

In classe inizia l’intervallo e scambio qualche parola con Franco che studia con me. C’è anche Emily che parla con una sua amica. Scendo a prendere un caffè, alla cassa c’è coda e mi trovo proprio dietro a Emily. Non so cosa dire per farmi notare, almeno per far vedere che esisto. Arriviamo alla cassa, lei paga, sta per andarsene, se non colgo l’attimo perderò anche questa occasione. La necessità mi dà coraggio e la saluto, lei ricambia il saluto aggiungendo un sorriso. Mi presento, lei deve scappare ma dice che alla prima occasione parliamo un po’. È sufficiente a farmi toccare il cielo con un dito. Le ho parlato! Ho sentito la sua voce e lei ha sentito la mia. È un successo.

Non sto seguendo la strategia della doccia scozzese, troppo difficile staccarmi da lei e non darle attenzione. Cercherò di migliorare.

È passato qualche giorno, sono fuori dalla classe, in giardino. La vedo arrivare, va di fretta. La saluto con un bel sorriso, lei ricambia saluto e sorriso e tira dritto. Sono stato abbastanza distaccato? No, è stata lei a scappare. Forse sta facendo lei a me la doccia scozzese? Sono in totale confusione.

Faccio un viaggio all’estero, qualche giorno per cambiare ambiente e rilassarmi. Alla sera sono in albergo e continuo a pensarla. Basta aspettare! Prendo il toro per le corna e la contatto su whatsapp, la invito a un caffè. Se non altro mi metto in azione. L’aveva detto lei che ci saremmo parlati… Aspetto la risposta, dovrebbe dire “si” o “no”, invece risponde con un’altra domanda, sono spiazzato. Scrive: “Per cosa volevi vedermi?”. Mi trovo a dare risposte anziché ottenerle. Accipicchia! Comunque nessun problema, almeno mi faccio conoscere. Decido di mettermi in gioco a 360 gradi. Rispondo che è solo per fare amicizia. Emily chiede ancora cosa faccio nella vita, lavoro, tempo libero. Io scrivo del mio lavoro, dell’attività nel sindacato, dei miei hobby. Lei ringrazia per l’abbondanza di informazioni e conclude che sono un po’ grande per lei. Non mi smonto di certo. Le mando qualche altra informazione ma non c’è risposta.

Emily dà l’impressione di aver capito tutto dal primo momento. Come se già sapesse, come se avesse già deciso. Il suo silenzio è eloquente. Cercherò di incuriosirla.

La mattina dopo mando un messaggio sibillino per destare interesse, lei visualizza senza rispondere. Dove avrà visto la mia età? Ha guardato il mio profilo facebook? La cosa dimostrerebbe un minimo di interesse. Questo per me pesa 100 volte più del suo atteggiamento distaccato.

Mi rilasso con una giornata in un ottimo centro termale (in Ungheria ce ne sono di favolosi). La sera al ristorante penso come sarebbe se lei fosse al tavolo con me. Sono innamorato. Essere innamorato come un adolescente non ha prezzo, mi fa sentire davvero come un adolescente, moralmente e fisicamente. È una cura che consiglio a tutti i miei amici!!

Rientro in hotel e sono preso da un attimo di sconforto. Allora mi dico: “Marco tu sei un leader, ce l’hai nel sangue, stai facendo carriera nel sindacato, crei gruppi, gli amici ti seguono. Un leader non può permettersi di mollare, non si arrende mai, continua a lottare in qualsiasi circostanza!” Non voglio arrendermi. Decido di fare subito qualcosa. Penso alla canzone di Rocky Roberts, “Stasera mi butto e faccio di tutto”. Prendo il telefono e chiamo Aldo, ho bisogno qualche dritta. Inizio così: “Devo mettermi in luce agli occhi di Emily, farmi notare, fare buona impressione. Sono pronto a tutto, qualsiasi cosa. Dammi un consiglio.” Aldo mi dà qualche idea. Alcune sono fattibili, altre sono davvero delle pazzie, ma anche per quelle decido di valutare con calma.

Sono sempre più convinto che Emily sia una donna straordinaria e che valga la pena insistere. Fra le idee di Aldo ce n’è una interessante.


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4. La strategia

Percezioni

In attesa di decidere mi prendo un po’ di tempo. Non rivedrò Emily per diversi giorni, non c’è nessuna fretta. Meglio pensarci con calma.

In realtà ci penso continuamente, i buoni propositi di stare calmo sembrano veramente, solo, dei “buoni propositi”…

Passo la mia solita giornata al lavoro, una veloce cena e mi metto a riposare. Prima di addormentarmi la penso. Cerco di mandarle dei messaggi telepatici dicendole che la amo e che non può non ricambiare il mio amore. Per quanto possa sembrare strano ho l’impressione di ricevere delle risposte. Non si tratta di parole ma di idee, concetti allo stato puro. Mi chiedo se veramente sono in contatto telepatico con Emily, la cosa è incredibile. Nonostante tutto decido di crederci. Emily desidera declinare il mio invito, ma lo sta facendo in modo molto delicato e gentile. Presta grande attenzione a non ferirmi. Sembra che lei abbia sempre saputo tutto, sin dal primo sguardo, dalla prima volta che l’ho vista. Come se avesse “sentito” la mia attenzione. Mi sta “dicendo” che lei ha una vita molto piena, intensa, che in questo momento non riesce a prendere altri impegni, che io sono una persona di valore, che se mi guardo intorno scoprirò tante occasioni. Mi comunica che mi stima, che in questo momento per questioni sue non se la sente, ma che io non devo sentirmi sminuito per questo.

Scivolo nel sonno fra questi pensieri.

Il mattino dopo ripenso all’accaduto. Mi sembra davvero di aver comunicato con Emily ma non sono sicuro al cento per cento che sia così. Decido di tenere le informazioni ricevute con un punto interrogativo, deciderò poi se crederci sino in fondo.

La sera successiva riprovo. Le chiedo di starmi vicino, ho bisogno un po’ di affetto. Da lei percepisco una grande tranquillità, calma.

Mi sembra di invadere la sua privacy e decido di essere più discreto. Nel frattempo mi sono fatto l’idea che siamo straordinariamente simili, abbiamo le stesse paure, pregi, difetti, aspirazioni. Tengo il tutto in un cassetto mentale e mi concentro finalmente sulle prossime azioni da fare.

Mi consulto con il mio amico Aldo, gli parlo di tutta la situazione e chiedo un parere, nonché un suggerimento sul da farsi. Aldo mi suggerisce la tecnica della “doccia scozzese”. Si tratta di farsi avanti e sparire, farsi avanti e mostrare indifferenza, continuando in maniera alternata. È una tecnica che di solito usano le donne (anche involontariamente) ed è tremendamente efficace! L’idea mi piace, credo sia l’unica che potrebbe funzionare. Decido di provare. Gli dico che non sarò in grado di attuarla da solo e Aldo si offre di seguirmi e guidarmi. È un vero amico, gli sono profondamente grato.

Ora che la decisione è presa bisogna attuarla! Cioè devo riuscire a incontrare Emily. Non sarà facile. Come fare?


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Questa è dedicata a Emily, ascoltandola ho pianto…

3. Le prime informazioni

L’importanza degli amici

Emily accetta la mia richiesta di amicizia, adesso siamo facebook-amici. Questo non significa quasi nulla e lo so, ma mi invade un piacevole senso di ottimismo. Sulla sua pagina ci sono un sacco di informazioni, ha un curriculum scolastico da impallidire e uno professionale che non è da meno. Inizio a provare ammirazione per lei.

Il prossimo passo sarà scoprire se è impegnata. In caso dovrò ritirarmi in buon ordine, queste sono le mie regole e non ammettono eccezioni.

Non accade quasi nulla da diversi giorni, su facebook non ci sono nuove informazioni. La vedo chiacchierare con amiche che non conosco e non la vedo parlare con uomini, questo dà adito a qualche speranza; ma è troppo poco. Sono in una situazione di stallo.

Emily continua a piacermi da morire, ma mi sembra sempre più irraggiungibile. Troppo bella per sperare di farcela, è un’impresa disperata… Inoltre quando la vedo non mi escono le parole, mi blocco; se cercassi di parlarle probabilmente riuscirei solo a balbettare qualche sciocchezza. Sono sul punto di rinunciare, quando al bar incontro tre amiche e racconto tutto, senza fare nomi. Mi incoraggiano senza esitazioni a persistere. Ammetto che hanno ragione, non è da me arrendermi così!

Il solo essermi rimesso in azione mi dà una carica incredibile, mi sento l’energia e la voglia di fare che avevo a vent’anni. Sono entusiasta, morale alto, sempre allegro.

Sta arrivando l’ultimo dell’anno e mi chiedo cosa fare, vengo a sapere che un gruppo di amici organizza una cena sociale in un locale, decido di andarci. Forse ci sarà anche lei.

All’ingresso la trovo che sta parlando fitto fitto con un tipo. È vestita con squisito buon gusto, come sempre del resto. Emily ha un modo di vestire che esprime notevole senso estetico e valorizza ancor più la sua bellezza, come se ce ne fosse bisogno…

Vedo che è impegnata nella conversazione ed entro. Mi chiedo quale sia il vero motivo per cui non mi sono fermato, mi rispondo che il cuore ha smesso di battere quando l’ho vista. Si, credo sia proprio così; stavo mentendo a me stesso, in fondo sono un tipo timido e con lei lo sono ancora di più. Non ho avuto il coraggio di fermarmi…

Confido nel fatto che lei entrerà a cena ma col passare dei minuti diventa chiaro che non ci sarà. Faccio buon viso a cattiva sorte e decido di godermi la cena, ci sono tanti amici e la compagnia è buona. Ripenso a lei. All’ingresso aveva un’espressione seria; cosa strana, l’avevo sempre vista raggiante, ma non do peso alla cosa.

La serata è piacevole e mi sto divertendo. Giro fra la gente e incontro una vecchia amica, Anna, parliamo un po’ di ricordi e di progetti per il futuro. Io non nascondo la mia ultima passione e decido di sbilanciarmi, chiedo informazioni. Sobbalzo e la mia faccia cambia di colpo illuminandosi! Emily è libera!!! Non riesco a crederci, me lo faccio ripetere. Questo apre uno scenario completamente nuovo e tutto sommato inaspettato. Anna inizia a sorridermi, ha letto l’entusiasmo sul mio volto. La abbraccio per la gioia.

Mi si pone il problema della mossa successiva. Che fare? Non posso rischiare di fallire. Nel prosieguo della festa incrocio un altro vecchio amico, Paolo, ex compagno di avventure. Gli confido ogni cosa e chiedo un consiglio. Lui vede la cosa da fuori e può giudicare con imparzialità. Mi dice più o meno: “Marco non buttarti a capofitto in azioni avventate tipo mazzi di rose o cose del genere. È un approccio troppo diretto. Cerca invece di fare amicizia, frequenta amici comuni, entra nella sua cerchia, così puoi parlarle in modo rilassato, lei ti conoscerà, si accorgerà di te. Da cosa nasce cosa.”

Il consiglio di Paolo è giusto, ma chi si trattiene? Mordere il freno è durissima.

Incrocio ancora Anna, mi faccio consigliare anche da lei. Anna propone di invitarla per un caffè. Tutto sommato un’ottima idea.

Anche mandare una dozzina di rose rosse a sorpresa è una strategia che a volte ha funzionato. È come un attacco a sorpresa con una potenza di fuoco irresistibile, può funzionare.

Quale strategia sceglierò? Al momento mi godo la festa. Ci penserò domani :-))


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2. Il punto

Un momento di riflessione

In attesa dell’amicizia su facebook faccio il punto della situazione. Almeno ci provo.

È fuor di dubbio che Emily è una donna bellissima, basta avere gli occhi e guardare. Ha un fascino straordinario d’accordo; ma io nella vita, donne bellissime e affascinanti ne ho incontrate tante. Alcune potevano anche reggere il confronto con Emily e certe di queste erano anche ben disposte nei miei confronti. Ma nessuna di loro mi ha mai fatto l’effetto di Emily. Un effetto così istantaneo e irresistibile.

Non è la prima volta che mi innamoro, anzi è successo più volte. La prima è stata con una compagna di corso all’università, una storia tenera e platonica. Quindi so di cosa parlo quando dico “innamorarsi”.

Ho conosciuto anche donne che hanno cercato di ferirmi e ho visto amici finire vittime di donne senza scrupoli. È stata una dura scuola di vita, mi ha insegnato a sviluppare una corazza per difendermi dalle donne. Questo non significa tenerle tutte lontane, significa decidere a mente fredda cosa fare. È un’abilità rara e mi permette di avere un’etica irreprensibile in questo campo (e non ridere 🙂 ). Proprio per questo non mi aspettavo di innamorarmi a prima vista e in modo così intenso di una donna. Eppure con Emily è successo.

Mi sento ancora il diciannovenne che si innamora della compagna di banco, la desidera e non riesce a dirle che pensa solo a lei. Mi piace, è entusiasmante.

Mi chiedo se Emily assomigli a mia madre, a mia sorella, a una delle mie ex. Non trovo nulla.

Di una cosa sono già sicuro, per lei farò qualunque pazzia. Non le ho ancora parlato, non conosco neppure la sua voce, ma so che la metterò sempre al primo posto. Sarò sempre pronto a perdonarla. Se dovrò rinunciare a qualcosa per lei lo farò, perché ne sarà valsa la pena.

Se non avrò successo subito significa solo che ci vorrà molto più tempo e molta più energia, ma alla fine ce la farò.