22. Il Ritorno

Al Blues Ballads

Caro Amico,
dopo le ultime, intense, vicende passo alcune giornate a rilassarmi e studiare, mi prendo una pausa.
Un giorno in classe noto una giovane donna; bellissima, grandi occhi blu, fluenti capelli biondi, vita snella, un magnifico sorriso e un seno che riempie le magliette più ampie…
Faccio fatica a non guardarla. Si è sicuramente accorta della mia attenzione e questo la lusinga, qualche volta mi sorride.
Nella pausa vado al ristorante, pranzo con amici, c’è anche lei seduta a un tavolo. Il modo in cui parla, sorride e si esprime emanano calore, è solare e simpatica. Io parlo e scherzo ma continuo discretamente a guardarla.
Nel tardo pomeriggio devo vedere alcuni video didattici, vado nell’area attrezzata e inizio. Poco dopo arriva anche lei, si siede vicino a me e li guardiamo insieme chiacchierando. È una donna straordinaria sotto ogni punto di vista, solare, simpatica, sensuale, un po’ bambina, una voce dolce e lineamenti armoniosi. Ma soprattutto è “bella dentro”, lo si percepisce.
Si chiama Lucille e io sto perendo completamente la testa per lei. Sono tornato in classe e faccio fatica a concentrarmi, guardo lei anziché il libro, penso a lei, la desidero.
La giornata di studio è finita, io cammino verso la macchina e rifletto sulla situazione, avrà al massimo 25 anni, troppo giovane, improponibile; eppure la voglio con tutte le mie forze. Un bel guaio. Decido di andare al bar a bere qualcosa. Me ne farò una ragione. Ho preso una decisione e mi sento già meglio 🙂

La sera torno al Blues Ballads, il mio vecchio locale.
Vado al banco, ordino un martini e mi guardo intorno con discrezione. Seduta a un tavolo poco distante c’è la ragazza della foto sotto, è sola e sta bevendo un drink. Chiamo il ragazzo delle rose, gli dico di preparare un mazzo di dodici rose rosse e portarglielo. Il ragazzo sparisce nel retro e poco dopo torna con un mazzo di rose impreziosite da brillantini dorati, splendide. Con un cenno gli do l’ok. Lui gliele consegna, vedo che mi indica. Lei mi guarda un attimo, poi guarda le rose, strabuzza gli occhi, mi rivolge nuovamente lo sguardo e sorride. Io alzo il bicchiere come in un brindisi, lei risponde al gesto. Mi avvicino. Sono pochi passi ma sembrano chilometri, sento il cuore che batte, i rumori amplificati. Come presentarmi? In una manciata di secondi cambio idea cinque volte. Arrivo al tavolino, sorrido, il primo approccio che mi viene è: “Ciao sono un po timido ma vorrei conoscerti… posso sedermi?” la sua risposta è scontata: “Non mi sembri così timido!”. Iniziamo a chiacchierare, lei parla molto, mi racconta delle sue origini sudamericane, dell’infanzia in una famiglia povera, i genitori separati, la favela dove è cresciuta, i suoi amici.
Beviamo un paio di drink insieme, lei mi offre una sigaretta. È bellissima, attraente e sensuale. La desidero già, la voglio! Lei è un fiume in piena, ha avuto un’adolescenza difficile, cattive compagnie, storie di droga, uomini sbagliati. A tratti è seria, spesso scherza ma sempre con un fondo di verità, vorrebbe innamorarsi dell’uomo giusto. Mi sorprende come sappia mettersi a nudo con uno sconosciuto come me. Forse sente a pelle che può fidarsi. Sarà sincera? Sicuramente ha un approccio positivo. Anch’io parlo molto di me, è uno di quei momenti in cui mi scopro delle abilità che non sapevo di avere, come se esplodesse una forza interiore. La mia comunicazione è precisa, chiara, fluente, piacevole e simpatica. Normalmente non sono così… merito suo? Sto cercando la donna della vita, ne ho trovate in cerca di avventure, a caccia di uomini ricchi, intenzionate a farmi del male e desiderose di svuotarmi il conto corrente. Ma anche alcune sicere e leali che mi hanno aiutato. Lei come sarà? Devo e voglio conoscerla meglio.
È notte fonda quando decido di rincasare, l’amicizia fra noi è appena nata ma è già forte, ricca di complicità e attrazione. Le offro un passaggio, lei accetta volentieri. Quando arriviamo mi invita a prendere un caffè. Ci speravo, sento l’adrenalina che entra velocemente in circolo è come una sensazione di freddo allo stomaco.
Casa sua è ordinata e arredata con buon gusto. Lei fa alcuni passi, io non le lascio il tempo di continuare, la raggiungo, le sfioro la schiena, le massaggio le spalle, lei geme di piacere, le accarezzo i fianchi e le bacio il collo. Forse mi pentirò ma non importa, la desidero troppo. Lei si gira, mi guarda coi suoi occhi profondi offrendomi le labbra carnose e sensuali. Baciarla è come trovare l’acqua dopo giorni di arsura, sento il profumo della sua pelle e il sapore dolce delle labbra. Arriviamo al letto, lei si toglie la maglietta, io riprendo a baciarla.
Non ho mai conosciuto una donna come lei, penso di averla soddisfatta ma mi sussurra: “ancora, ti voglio”, poi “ti amo, sei un uomo straordinario”.
È giorno fatto quando lei si alza. Io rimango a letto. Non abbiamo chiuso occhio tutta la notte. La guardo mentre esce dalla doccia, si asciuga e si mette le mutandine, è bellissima, bella da morire. Deve andare al lavoro e corre a prendere l’autobus. Uscendo mi dice: “ci vediamo questa sera!”.
Mi avvio lentamente sulla strada di casa, sto guidando rilassato, penso a lei, vorrei già rivederla.


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